L’architettura del governo e il senso di impreparazione del governo

di | Marzo 4, 2021

Nella prima ondata dell’epidemia di COVID-19, i governi centrali di tutto il mondo hanno avuto un ruolo centrale nella definizione delle opzioni politiche per combattere la pandemia, mentre le autorità locali hanno visto i loro poteri esecutivi temporaneamente ridotti o addirittura cancellati. Questa rubrica esamina il cambiamento nelle decisioni politiche indotto dalla pandemia che ha portato a un processo decisionale centralizzato in Italia. Utilizzando un indicatore di approvazione della governance locale, indaga la differenza tra le città politicamente allineate e non allineate con il governo porno italiano centrale prima della pandemia, quando i comuni godevano della consueta discrezionalità nelle decisioni politiche, e dopo l’epidemia di COVID-19, quando le decisioni erano centralizzate. I risultati suggeriscono un “malcontento” pubblico con le decisioni politiche del governo centrale, che potrebbe riflettere un senso di mancanza di preparazione del governo contro la pandemia.

Durante la prima ondata dell’epidemia di COVID-19, molti governi centrali hanno proclamato lo stato di emergenza nazionale, che li autorizzava a prendere qualsiasi misura rilevante per risolvere la crisi causata dalla pandemia. Da allora, facendo leva sulla loro accresciuta autorità centralizzata e al fine di controllare il tasso di riproduzione del nuovo coronavirus, i governi hanno progressivamente annunciato diverse misure che hanno chiuso scuole e università, spazi pubblici, imprese non essenziali e attività economiche, oltre a limitare i movimenti degli individui (Baldwin e di Mauro 2020).

Mentre è ampiamente riconosciuto in letteratura che in una crisi un sistema decisionale centralizzato è più efficiente di un’architettura politica di governo multilivello (Boin e ‘t Hart 2003) perché le decisioni centralizzate permettono di prendere risposte rapide e urgenti (Perrow 1967), le conseguenze di questo brusco cambiamento nella capacità degli elettori di attribuire le responsabilità di policymaking – e quindi di giudicarle – al corretto livello di governo non sono ancora state esplorate a fondo. Infatti, quando si rendono conto dell’effetto di una politica, gli elettori non possono essere del tutto sicuri che essa sia stata attuata da uno specifico livello di governo, e questo potrebbe diventare particolarmente difficile quando un processo decisionale tetonas cambia bruscamente, come è accaduto durante la prima ondata dell’epidemia di COVID-19.

Non sorprende che ci siano ancora poche prove sistematiche su come i cittadini abbiano valutato le risposte politiche adottate dai governi durante la prima ondata della pandemia (Herrera et al. 2020). Secondo una prospettiva, i cittadini potrebbero non essere in grado di comprendere il processo di elaborazione delle politiche in modo sufficientemente dettagliato per attribuire accuratamente la responsabilità dei suoi risultati, e quindi non possono giudicare la gestione del governo e la gestione della crisi (Healy e Malotra 2009). In alternativa, i cittadini potrebbero essere perfettamente in grado di identificare chi incolpare o lodare per i risultati delle politiche (Fortunato et al. 2020), e quindi potrebbero punire (l'”effetto disillusione”, come in Daniele et al. 2020) o premiare (l'”effetto raduno intorno alla bandiera”, come in Blais et al. 2020) il governo in carica.
Il disegno quasi sperimentale

In un lavoro recente, sfruttiamo il cambiamento del sistema decisionale indotto dalla pandemia per studiare le attribuzioni degli elettori sull’influenza del policymaking (Ferraresi e Gucciardi 2020). Nello specifico, ci basiamo su un panel di 103 grandi città italiane (tutti capoluoghi di provincia) osservate in tre ondate (2015, 2017 e 2020) e sfruttiamo l’allineamento politico del consiglio comunale al governo centrale per attuare un disegno di ricerca difference-in-differences. Noi ipotizziamo che le città politicamente allineate siano più influenzate dal cambiamento nel processo decisionale, poiché gli elettori di queste città potrebbero trovare più difficile separare e identificare chiaramente l’attribuzione delle attività e delle porno duro responsabilità tra il governo centrale e quello locale, dato che condividono lo stesso partito di governo. Per gli elettori delle città non allineate, tali responsabilità potrebbero essere più facili da separare.
L’indicatore del sondaggio sulla governance locale

Per misurare l’influenza politica che gli elettori si aspettano che ogni sindaco/consiglio comunale eserciti, adottiamo l’indicatore di governance pool, un sondaggio periodico sull’approvazione dei sindaci (e dei consigli comunali) da parte dei cittadini. Questo indicatore va da 0 a 100 e rappresenta una misura locale della performance “politica”. Confrontiamo la differenza nel punteggio del sondaggio sulla governance tra città allineate e non allineate prima della pandemia, quando gli esiti delle politiche erano attribuiti inequivocabilmente al politico locale, con la stessa differenza durante l’epidemia di COVID-19, quando le decisioni erano completamente centralizzate.
Risultati

Troviamo che prima della pandemia, il valore medio del punteggio del sondaggio sulla governance municipale ottenuto dalle città allineate (54,029) era superiore a quello delle città non allineate (52,869), con una differenza pari a 1,160. Dall’esplosione di COVID-19, quando le decisioni politiche sono diventate centralizzate, la stessa differenza è diventata negativa (-1,914). Ne consegue che la differenza nelle differenze è negativa (-3,074 = -1,914 – 1,160), suggerendo che durante i periodi di emergenza la percezione delle azioni del governo locale si riduce drasticamente quando i governi centrali e locali sono “annidati” – cioè quando appartengono alla stessa coalizione di partito.

Figura 1 Stime Difference-in-differences dell’effetto del lockdown sulla performance della squadra

Nota: le linee tratteggiate indicano il valore medio dell’indicatore del sondaggio sulla governance per le città politicamente allineate (blu) e non allineate (rosso) prima (2015 e 2017) e durante il lockdown (2020) nella prima ondata della pandemia
Punti ciechi dei cittadini o disapprovazione del governo centrale?

La domanda chiave è quindi se tale diminuzione è dovuta al fatto che i cittadini sono temporaneamente incapaci di attribuire con precisione la responsabilità dei risultati politici o, invece, il calo dell’indicatore di governance riflette una percezione negativa delle politiche adottate dal governo centrale durante l’epidemia di COVID-19.

Per rispondere a questa domanda, dividiamo la variabile di allineamento in due componenti separate. Da un lato, definiamo come “allineate con il governo centrale” quelle città la cui coalizione di sindaci è la stessa della coalizione al potere a livello centrale ma non a livello di governo regionale. Dall’altro lato, definiamo come “allineate con il governo regionale” quelle città la cui coalizione di sindaci è la stessa della coalizione al potere a livello regionale ma non a livello di governo nazionale. Se i cittadini sono confusi riguardo all’attribuzione delle politiche, entrambe le variabili di allineamento sarebbero negative e significative. Se il calo dell’indicatore di governance osservato nelle città allineate catturasse invece la percezione negativa delle politiche adottate dal governo centrale, osserveremmo un effetto negativo associato ai comuni allineati solo con il governo e nessun effetto per le città allineate con il consiglio regionale. I nostri risultati indicano che la riduzione dell’indicatore di governance non è dovuta al fatto che i cittadini soffrono di “punti ciechi” che li portano ad attribuire erroneamente la responsabilità delle politiche; piuttosto, la diminuzione sembra essere guidata da una sorta di “punizione” per le decisioni politiche del governo centrale, che potrebbe riflettere un senso di mancanza di preparazione del governo contro la pandemia
Implicazioni

Nonostante i molti limiti di questi risultati, emerge che le città politicamente allineate sembrano essere più influenzate dalla percezione dei cittadini della risposta del governo a una crisi. Più specificamente, se le politiche adottate dal governo centrale sono impopolari o se c’è l’impressione di una mancanza di preparazione del governo contro la pandemia, tale percezione (negativa) è esacerbata nelle città il cui sindaco condivide la stessa affiliazione politica del governo centrale. Quest’ultima constatazione richiede un’attenzione supplementare su come il governo gestirà le ondate successive della pandemia. Se questo atteggiamento negativo continua a reggere, ci potrebbe essere il rischio che tale sentimento di “malcontento” venga incanalato in qualche forma di populismo nei paesi europei, come documentato da Daniele et al. (2020b) e Herrera et al. (2020).

Nota degli autori: Il risultato scientifico espresso non implica una posizione politica della Commissione europea. Né la Commissione europea né alcuna persona che agisce per conto della Commissione è responsabile dell’uso che potrebbe essere fatto di questa colonna.

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